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L'elastocompressione

È la tecnica di cura più antica della malattia varicosa e linfatica e delle sue complicanze. Si basa sull’applicazione di bendaggi sugli arti inferiori, efficace per gonfiori alle gambe, causati da insufficienza venosa e linfatica. Ai nostri giorni i bendaggi sono stati in parte sostituiti dalle calze e dai tutori elastici. Questi prodotti sono determinanti per la prevenzione e la cura di malattie venose, del linfedema e delle loro complicanze. Inoltre sono fondamentali durante la terapia medica, nel decorso postoperatorio, nella terapia sclerosante e nel mantenimento del risultato ottenuto dai trattamenti volti alla riduzione dell’edema dovuto ad anomalie del sistema linfatico. Nella prevenzione ritardano o evitano la comparsa della malattia, nella malattia avanzata riducono complicazioni di ulcere e flebiti. Evitano la formazione di edemi e potenziano l’efficacia della “pompa venosa”.

La compressione

Le calze elastiche ed i tutori elastici per gli arti comprimono le vene superficiali ed il microcircolo spinge il sangue dalle vene superficiali nell’asse venoso profondo che presenta una funzione normale. Il reflusso nelle vene superficiali si riduce fino ad annullarsi in rapporto alla compressione esercitata dal tutore. Questo evita problemi di stasi venosa o di ulcere venose. Per semplificare questo meccanismo di azione, si può dire che l’elastocompressione ha un vero e proprio “effetto pompa”. L’elastocompressione  è fortemente consigliata anche per il mantenimento del risultato ottenuto a seguito di trattamenti di linfodrenaggio nei casi di linfedema, impedendo ad altro liquido di accumularsi e di aumentare quindi, nel tempo, la fibrosi. La compressione (nel nostro caso l’elastocompressione) è la forza esercitata dal collant o dal tutore comprimendo l’arto, così da favorire l’effetto pompa e aiutare la circolazione sanguigna e linfatica. La compressione si misura in punti prestabiliti e si esprime in millimetri di mercurio (mmHg).
Quando si parla di compressione, si specifica compressione graduata, decrescente verso l’alto.
Il valore più alto di compressione è al malleolo, detto in linguaggio medico punto B. I millimetri di mercurio di compressione indicati sulle confezioni sono rilevati al punto B.

Classificazione delle compressioni

Le calze, i collant ed i tutori preventivi e terapeutici vengono classificati, per quanto riguarda la compressione, secondo la Normativa Europea sperimentale UNI ENV 12718. Tale normativa sostituisce le tabelle dei paesi membri della CE, che assegnavano valori diversi di pressione.

CLASSE A  prevenzione (10-14 mmHg)

  • soggetti predisposti
  • gambe gonfie
  • teleangectasie
  • edemi modesti

 

CLASSE  I  leggera (L15-17 mmHg)

  • varici
  • acrocianosi
  • post-scleroterapia delle teleangectasie

 

CLASSE  I  forte (H 18-21 mmHg)

  • varici tronculari
  • varici con edema rilevante
  • post-varicectomia
  • post-scleroterapia
  • artrosi del piede e del ginocchio

CLASSE  II (23-32 mmHg)

  • sindrome post-trombotica
  • durante il trattamento delle ulcere
  • sindrome post-traumatica
  • angiodisplasie
  • trombosi venosa profonda
  • insufficienza venosa profonda
  • linfedema reversibile
  • lipedema

CLASSE  III (34-46 mmHg)

  • grave edema
  • ipodermite cronica
  • linfedema irreversibile

CLASSE  IV (>49 mmHg)

  • per tutte le patologie già elencate, presenti in forma più grave

Quando non usare la compressione graduata

Si sconsiglia di usare la compressione graduata in presenza delle seguenti patologie:

  • patologie arteriose: la compressione di arterie di calibro ridotto, ridurrebbe ulteriormente il passaggio di sangue con conseguente dolore e riduzione di apporto di sangue
  • diabete con neuropatie: sofferenza dei nervi periferici in seguito all’alterazione del metabolismo glucidico.
  • dermatosi umida: cute arrossata, abrasa in superficie, secernente liquido sieroso
  • ulcera della pelle in atto: non causata da insufficienza venosa
  • eczema crurale: della coscia.
  • disturbi della circolazione arteriosa.
  • Malattia di Raynaud: patologia arteriosa con danno della parete arteriosa.

I denari

Indicano la sezione (diametro) del filo usato per la tessitura delle calze e dei collant. Più bassa è la denaratura, più leggero e velato è il collant. Più alta è la denaratura, più compatta, robusta e resistente è la tessitura che rende meno velato il collant.
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